Da quattro giorni ho leggermente modificato le mie abitudini. Non gioco più alla playstation appena alzata, bensì...leggo!
Leggo di storie che parlano di un posto che pochissimi visitano nella loro vita, un posto dove i 60 gradi sotto zero (sì, ho scritto proprio 60) ti obbligano ad uscire con una mascherina sugli occhi, sennò ti si ghiacciano le lacrime e rischi la cecità.
Chi mi scrive ha gli iceberg che gli passano a duecento metri dalla finestra e ci tiene a ricordarmi che quando sono andata a vedere Titanic ho fatto una figura di merda cadendo come il quattro di spade e seminando noccioline caramellate per tutto il cinema.
Poi mi si danno informazioni tecniche, del tipo:
Leggo di storie che parlano di un posto che pochissimi visitano nella loro vita, un posto dove i 60 gradi sotto zero (sì, ho scritto proprio 60) ti obbligano ad uscire con una mascherina sugli occhi, sennò ti si ghiacciano le lacrime e rischi la cecità.
Chi mi scrive ha gli iceberg che gli passano a duecento metri dalla finestra e ci tiene a ricordarmi che quando sono andata a vedere Titanic ho fatto una figura di merda cadendo come il quattro di spade e seminando noccioline caramellate per tutto il cinema.
Poi mi si danno informazioni tecniche, del tipo:
"'sti giorni ho dovuto scaricare un sacco di dati che si erano persi...
era un lavoraccio da fare a mano, e ho ringraziato me stesso per aver
scelto di fare il programmatore :-D
mi sono scritto un programmino che si collega direttamente alla memoria
dell'acquisitore e si scarica giorno per giorno, flusso per flusso,
tutti i dati ancora presenti nel sistema di acquisizione (tutto per
colpa del cambio di generatore di corrente in base che impalla i
sistemi!) :-)
un lavoro che sarebbe durato almeno una settimana (fatto a mano) invece
col programmino ha lavorato il computer tutta la notte DA SOLO! :-D una
rottura de palle in meno ;-) ...l'ho inviato in Italia, probabilmente
servira' anche ai sistemi che abbiamo su, in caso di fault..."
era un lavoraccio da fare a mano, e ho ringraziato me stesso per aver
scelto di fare il programmatore :-D
mi sono scritto un programmino che si collega direttamente alla memoria
dell'acquisitore e si scarica giorno per giorno, flusso per flusso,
tutti i dati ancora presenti nel sistema di acquisizione (tutto per
colpa del cambio di generatore di corrente in base che impalla i
sistemi!) :-)
un lavoro che sarebbe durato almeno una settimana (fatto a mano) invece
col programmino ha lavorato il computer tutta la notte DA SOLO! :-D una
rottura de palle in meno ;-) ...l'ho inviato in Italia, probabilmente
servira' anche ai sistemi che abbiamo su, in caso di fault..."
Insomma, chi mi scrive altri non è che Ryoga. Quel Ryoga.
Quel Ryoga che dodici anni fa aveva un tower perennemente incasinato di fili multicolore sotto la scrivania e che bestemmiava in sanscrito ad ogni ammutinamento da parte del pc, mentre io ero sul suo letto a leggere Dragon Ball e a prenderlo per il culo.
Quel Ryoga che aveva un rally viola con cui si perdeva per tutta Roma. Ogni volta dovevo prendere in mano chiavi e situazione e riportarlo a casa, prendendolo per il culo.
Quel Ryoga che piangeva sempre davanti a "L'attimo fuggente", mentre io lo prendevo per il culo.
Quel Ryoga, quello stonato come una campana, che io prendevo sempre per il culo.
Proprio lui.
In effetti non ho mai raccontato sul blog com'è "finita" tra noi, dopo la nostra breve parentesi estiva.
Abbiamo vissuto tre settimane meravigliose lo scorso luglio/agosto. Abbiamo fatto (di nuovo, dopo dieci anni) tutto quello che fanno le coppie normali: siamo andati in canoa di notte con un mare che definirlo "incazzato nero" è un eufemismo, ci siamo fottuti una trentina di pannocchie da un campo lì vicino per fare un pic-nic notturno sulla spiaggia, abbiamo giocato a schiaccia sette in mezzo alla strada tra i clacson delle macchine e i vari "ma guarda 'sti du' stronzi!", siamo andati in moto di notte in mezzo al bosco con le luci spente etc.
Insomma quelle cose lì, quelle che fanno tutti...i coglioni come noi.
La parentesi estiva è stata aperta esattamente sabato 18 luglio alle ore 1,35 del mattino.
Io ero seduta sul parapetto del belvedere vista lago, vanto del paese dove vive Ryoga, e lui era lì a parlarmi del nuovo circolo informatico che stava mettendo su "perchè 'sti regazzini de oggi smanettano er computer senza capinne 'na ceppa". Così, seguendo un'ispirazione, ha spostato la coppeta vuota del mio frozen yogurt, si è seduto accanto a me e mi ha dato un bacio.
Un bacio.
Poi ci siamo ritrovati davanti alla porticina del circolo e lui mi ha fatto cenno di sedermi sul gradino all'ingresso "Vado a pija du' bire, va'!".
E arriviamo all'immagine che, da allora, rivivo ogni notte poco prima di prendere sonno.
Lui, a metà della discesa che separa il circolo dal bar in piazzetta, si volta e mi guarda. Io ricambio lo sguardo e poi mi soffermo sulla targa davanti a me (via Garibaldi) , sullo scorcio sul lago che ho di fronte e sulla costellazione della Lira sopra alla mia testa. Siccome non sento i passi di Ryoga, mi giro di nuovo verso di lui, che è ancora lì a guardarmi con un'espressione da "ma che daverodavero?". A quel punto mi alzo, vado verso di lui, gli do un altro bacio e una spinta, della serie "vai a pija 'ste bire che dopo er frozen yogurt c'ho sete!".
Non so se rendo l'idea. Dunque: una storia di due anni, seguita da un'amicizia di dieci anni, seguita a sua volta da un bacio non premeditato.
Non capivamo e la cosa ci divertiva, anzichè preoccuparci.
Dopo il cin cin con le bottiglie siamo entrati nel circolo deserto e...abbiamo passato lo smalto sui tavolini di legno con due pennelli cinghiale. Ogni volta che i nostri sguardi si incrociavano, scattavano risatine isteriche da parte mia e svariati "cazzo ridi?" da parte sua.
Tre settimane dopo è successa una cosa molto simile a questa.
Da allora ci siamo sentiti diverse volte, ma sempre e solo su fb. Le solite cose: qualche battutina sulle mie foto inglesi, i suoi aggiornamenti di stato con il numero dei giorni che lo separavano dalla partenza e poco altro.
E poi, senza preavviso, la sua prima email dall'altra parte del mondo, nella quale mi informava che erano dieci anni che non leggeva "Il Barone Rampante" e che aveva messo in valigia proprio la copia che gli avevo regalato io a suo tempo.
Io ho risposto, descrivendogli la mia nuova vita per sommi capi, concludendo con un "buon lavoro e fatti sentire quando torni".
Lui, nel giro di tre quarti d'ora ha ribattuto "e se mi faccio sentire anche prima?"
E io: "e se a giugno vieni qui a Londra a sentire i Green Day?".
Però non gliel'ho scritto. L'ho solo detto ad alta voce e, con ogni probabilità, non mi ha sentito.
Lo saprà all'ultimo momento!
Verrà qui e faremo tutto quello che ci passerà per la testa come abbiamo sempre fatto.
L'unica nota negativa in tutto questo è che siamo entrambi fottuti a vita. Credo che ci porteremo sempre appresso il modo di essere e di stare con gli altri che ci siamo appiccicati addosso a vicenda, sempre e comunque, in qualsiasi relazione ci impelagheremo in futuro.
E questo, naturalmente, non è mai piaciuto nè alle sue nè ai miei partner.
Ma chissenefrega!
Anzi:
Aneddoto divertente:
Papà:-Allora, che se dice?
Io:-Se dice che a giugno torno a sentire i Green Day!!! Vengono a Londra!
Papà:-Ancora?
Io:-Sì!!! E indovina chi viene con me: Ryoga!!!
Papà:-Ah sì, mi ricordo che era un patito di Big Jim.
Io:-Un patito di chi???
Papà:-Eddai, di quello che canta! Come si chiama?
Io:-Si chiama B-i-l-l-i-e J-o-e!!!
Papà:-E vabbè, è uguale!
Io:-...
Quel Ryoga che dodici anni fa aveva un tower perennemente incasinato di fili multicolore sotto la scrivania e che bestemmiava in sanscrito ad ogni ammutinamento da parte del pc, mentre io ero sul suo letto a leggere Dragon Ball e a prenderlo per il culo.
Quel Ryoga che aveva un rally viola con cui si perdeva per tutta Roma. Ogni volta dovevo prendere in mano chiavi e situazione e riportarlo a casa, prendendolo per il culo.
Quel Ryoga che piangeva sempre davanti a "L'attimo fuggente", mentre io lo prendevo per il culo.
Quel Ryoga, quello stonato come una campana, che io prendevo sempre per il culo.
Proprio lui.
In effetti non ho mai raccontato sul blog com'è "finita" tra noi, dopo la nostra breve parentesi estiva.
Abbiamo vissuto tre settimane meravigliose lo scorso luglio/agosto. Abbiamo fatto (di nuovo, dopo dieci anni) tutto quello che fanno le coppie normali: siamo andati in canoa di notte con un mare che definirlo "incazzato nero" è un eufemismo, ci siamo fottuti una trentina di pannocchie da un campo lì vicino per fare un pic-nic notturno sulla spiaggia, abbiamo giocato a schiaccia sette in mezzo alla strada tra i clacson delle macchine e i vari "ma guarda 'sti du' stronzi!", siamo andati in moto di notte in mezzo al bosco con le luci spente etc.
Insomma quelle cose lì, quelle che fanno tutti...i coglioni come noi.
La parentesi estiva è stata aperta esattamente sabato 18 luglio alle ore 1,35 del mattino.
Io ero seduta sul parapetto del belvedere vista lago, vanto del paese dove vive Ryoga, e lui era lì a parlarmi del nuovo circolo informatico che stava mettendo su "perchè 'sti regazzini de oggi smanettano er computer senza capinne 'na ceppa". Così, seguendo un'ispirazione, ha spostato la coppeta vuota del mio frozen yogurt, si è seduto accanto a me e mi ha dato un bacio.
Un bacio.
Poi ci siamo ritrovati davanti alla porticina del circolo e lui mi ha fatto cenno di sedermi sul gradino all'ingresso "Vado a pija du' bire, va'!".
E arriviamo all'immagine che, da allora, rivivo ogni notte poco prima di prendere sonno.
Lui, a metà della discesa che separa il circolo dal bar in piazzetta, si volta e mi guarda. Io ricambio lo sguardo e poi mi soffermo sulla targa davanti a me (via Garibaldi) , sullo scorcio sul lago che ho di fronte e sulla costellazione della Lira sopra alla mia testa. Siccome non sento i passi di Ryoga, mi giro di nuovo verso di lui, che è ancora lì a guardarmi con un'espressione da "ma che daverodavero?". A quel punto mi alzo, vado verso di lui, gli do un altro bacio e una spinta, della serie "vai a pija 'ste bire che dopo er frozen yogurt c'ho sete!".
Non so se rendo l'idea. Dunque: una storia di due anni, seguita da un'amicizia di dieci anni, seguita a sua volta da un bacio non premeditato.
Non capivamo e la cosa ci divertiva, anzichè preoccuparci.
Dopo il cin cin con le bottiglie siamo entrati nel circolo deserto e...abbiamo passato lo smalto sui tavolini di legno con due pennelli cinghiale. Ogni volta che i nostri sguardi si incrociavano, scattavano risatine isteriche da parte mia e svariati "cazzo ridi?" da parte sua.
Tre settimane dopo è successa una cosa molto simile a questa.
Da allora ci siamo sentiti diverse volte, ma sempre e solo su fb. Le solite cose: qualche battutina sulle mie foto inglesi, i suoi aggiornamenti di stato con il numero dei giorni che lo separavano dalla partenza e poco altro.
E poi, senza preavviso, la sua prima email dall'altra parte del mondo, nella quale mi informava che erano dieci anni che non leggeva "Il Barone Rampante" e che aveva messo in valigia proprio la copia che gli avevo regalato io a suo tempo.
Io ho risposto, descrivendogli la mia nuova vita per sommi capi, concludendo con un "buon lavoro e fatti sentire quando torni".
Lui, nel giro di tre quarti d'ora ha ribattuto "e se mi faccio sentire anche prima?"
E io: "e se a giugno vieni qui a Londra a sentire i Green Day?".
Però non gliel'ho scritto. L'ho solo detto ad alta voce e, con ogni probabilità, non mi ha sentito.
Lo saprà all'ultimo momento!
Verrà qui e faremo tutto quello che ci passerà per la testa come abbiamo sempre fatto.
L'unica nota negativa in tutto questo è che siamo entrambi fottuti a vita. Credo che ci porteremo sempre appresso il modo di essere e di stare con gli altri che ci siamo appiccicati addosso a vicenda, sempre e comunque, in qualsiasi relazione ci impelagheremo in futuro.
E questo, naturalmente, non è mai piaciuto nè alle sue nè ai miei partner.
Ma chissenefrega!
Anzi:
Aneddoto divertente:
Papà:-Allora, che se dice?
Io:-Se dice che a giugno torno a sentire i Green Day!!! Vengono a Londra!
Papà:-Ancora?
Io:-Sì!!! E indovina chi viene con me: Ryoga!!!
Papà:-Ah sì, mi ricordo che era un patito di Big Jim.
Io:-Un patito di chi???
Papà:-Eddai, di quello che canta! Come si chiama?
Io:-Si chiama B-i-l-l-i-e J-o-e!!!
Papà:-E vabbè, è uguale!
Io:-...