giovedì 16 giugno 2011

"We are all in the gutter but some of us are looking at the stars"

Mi sono sorpresa a dimenticare e a ricordare.
Ero convinta di essermi scordata la password dell'account google e invece eccomi qui.
Ero convinta che certe date non le avrei mai dimenticate e invece l'ho fatto.
Mi sono sopresa ancora.
Mi sono sopresa a considerare possibilitá e ad ammettere debolezze.
Ho detto "Sono confusa.", poi ho aggiunto "Ma in tutto ció tu sei solo un complemento, non il soggetto".
Mi sono sopresa a chiedermi "Eh giá, ma, senza un complemento, un soggetto che cazzo fa?"
Mi sono sopresa a rispondermi "Non esiste un soggetto senza complemento, tanto é vero che, anche quando l'azione é riflessiva, uno é il complemento di se stesso."
Quindi io sarei il complemento di me stessa, eh? Bella novitá!
Peró poi ho pensato a una cosa soprendente e mi sono fatta un esempio da sola (N.B.: "mi" e "da sola" nella stessa frase).
Ho pensato a una frase, una cosa tipo "Giuglia si pettina e mangia la mela".
In realtá non é una sola frase: sono due principali coordinate. La seconda, come nella miglior tradizione, ha il soggetto sottinteso, perché é lo stesso della frase precedente.
Quindi Giuglia che fa? Giuglia si pettina, facendo quindi una cosa per se stessa mediante se stessa, e mangia la mela, cioé fa un'altra cosa per se stessa (tenendo da conto il proprio fabbisogno vitaminico), mediante un oggetto che nulla a che vedere con la sua persona.
Il senso c'é, no? Ci si puó pettinare mangiando mele, o meglio, generalizzando, uno puó dipendere da se stesso, ma anche da altro.
Ci ho pensato (e il solo pensare a certe cose ha continuato a sorprendermi) e ho concluso che, no, uno non dovrebbe dipendere da altro, bensí dall'ispirazione che questo altro genera in noi e dagli effetti di essa sul nostro benessere (oddio, che cazzo ho scritto?).
Ma poi (qui mi rivolgo a quelli che mi conoscono bene) tutto ció non vi sembra coerente con quel che sono sempre stata? No, per favore: se il ragionamento vi sembra forzato, non esitate a dirmelo!
"Vabbé, hai rotto le palle! Ma alla fine che hai fatto?", chiederete.
Tanto per cominciare mi sono sopresa, poi ho scritto un messaggio che suonava piú o meno cosí "Ok. Dammi almeno 45 minuti".
Poi ho inforcato il monopattino (quella dello scooter é una storia tanto lunga quanto nuova, per chi non la conoscesse) e mi sono buttata in picchiata attraversando Highgate, Archway, Camden Town, Warren Street e Leicester Square, in direzione di quel "Ci vediamo a Charing Cross, vicino alla statua di Oscar Wilde?"
Arrivata lá ho chiuso gli occhi e mi sono detta "fanculo" (chissá, magari viceversa).
E poi li ho aperti.
O forse li ho chiusi per aprirli?
Li ho aperti per chiuderli?
LI ho chiusi perché li ho aperti?
Viceversa?
Chiusi e aperti al contempo?
Wide shut?
E continuo a soprendermi.





PS: La scelta della canzone non é casuale, ma ora non mi va di spiegarmi meglio (e poi, diciamocelo, non sono cazzi vostri).
Comunque, questo é uno dei piú bei film che abbia mai visto. Qui in Inghilterra é uscito un paio di mesi fa. Non so se in Italia uscirá mai quindi consiglio ai masticatori d'inglese di scaric...ehm...procurarselo! La colonna sonora é di Alex Turner degli Arctic Monkeys. Not bad at all.
Sorprendente.

3 commenti:

Yuki aka Prisma ha detto...

Che bello rileggerti, sis!

ps. Io il film me lo sono sc... procurato, ma sto cercando da settimane di sc... procurarmi anche i sottotitoli in inglese, non voglio perdermi una singola parola...

Baol ha detto...

Ma se mangi una mela mentre ti pettini non rischi di far cadere capelli sulla mela e mangiare anche quelli?

OneWord ha detto...

Ho aperto un nuovo blog di cinema dove ognuno può collaborare scrivendo "recensioni", passa se ti va: http://onewordaboutcinema.blogspot.com/

A presto!